Per dare il via alla costruzione case in legno bisogna prima di tutto chiedersi qual è la burocrazia prevista per questo tipo di progetto edile. Servono gli stessi permessi di un cantiere tradizionale? In breve, sì. Le abitazioni lignee sono considerate dalla normativa italiana edifici permanenti a tutti gli effetti e, come tali, richiedono le stesse autorizzazioni previste per qualsiasi altro fabbricato.
Da un punto di vista formale non esistono scorciatoie; i vantaggi concreti risiedono negli aspetti funzionali di questo approccio costruttivo: edificazione in tempi rapidi, strutture antisismiche, efficienza energetica, resa estetica eccellente, ecc. L’iter burocratico è pressoché identico a quello richiesto per una casa in muratura perché il valore dell’abitazione, la sua permanenza e affidabilità sono paragonabili in tutto e per tutto agli stabili tradizionali.
Attivi nell’area di Modena e Bologna da oltre 25 anni, il team di Cisanova progetta ed erige strutture in legno, affianca i propri clienti in tutto il percorso, dalla scelta del sistema costruttivo fino alla gestione della documentazione tecnica.
Autorizzazioni per case in legno su terreno edificabile
Prima di qualsiasi progetto, il primo passo di una corretta costruzione case in legno è verificare la natura del suolo su cui si intende eficare. Non tutti i lotti sono edificabili: la legge vieta la costruzione di abitazioni su terreni agricoli o soggetti a vincoli paesaggistici, idrogeologici o culturali. Per conoscere la destinazione d’uso di un appezzamento è necessario richiedere il Certificato di destinazione urbanistica presso l’ufficio tecnico del Comune di riferimento.
Accertata l’idoneità, è necessario che un tecnico specializzato esegua un rilievo geologico. Questa analisi serve a determinare le caratteristiche del suolo, a valutare la fattibilità delle fondazioni e a individuare eventuali criticità legate alla zona sismica di appartenenza. In Emilia-Romagna, dove la storia sismica del territorio è ben nota, questa fase ha un peso importante: le fondazioni in cemento armato sono obbligatorie per qualsiasi edificio permanente, incluse le case in legno, e devono essere dimensionate in base ai risultati dell’indagine.
Se invece sul terreno gravano vincoli paesaggistici o ambientali, sarà necessario ottenere autorizzazioni aggiuntive da parte delle Soprintendenze o di altri enti competenti. In questo caso i tempi dell’iter si allungano sensibilmente, ed è fondamentale valutare questi aspetti prima di avviare qualunque progetto.
Burocrazia costruzione case in legno: SCIA o CILA?
Una volta verificata l’edificabilità del terreno, è ora di ottenere i permessi: case in legno e in muratura necessitano di determinati titoli abilitativi per l’edilizia; se assenti, si corre il rischio di subire ritardi o sanzioni.
In Italia le autorizzazioni per la costruzione case in legno sono:
- il Permesso di Costruire (PDC) è il titolo richiesto per la realizzazione di nuove costruzioni. Nel caso di una casa in legno abitabile, realizzata ex novo su un lotto edificabile, è lo strumento ordinario. Viene rilasciato dal Comune dopo la valutazione del progetto presentato da un tecnico abilitato, architetto, ingegnere o geometra. I tempi variano da un Comune all’altro e possono essere anche di diversi mesi;
- la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) è invece uno strumento semplificato utilizzato per ampliamenti, modifiche a edifici esistenti o interventi che non comportano un aumento di volume. A differenza del PDC, con la SCIA i lavori possono iniziare contestualmente alla presentazione della pratica, ferma restando la possibilità di controlli successivi da parte del Comune;
- la CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata) è riservata esclusivamente agli interventi di manutenzione straordinaria che non interessano parti strutturali. Per la costruzione di una casa in legno abitativa non è quindi applicabile.
Quando non servono permessi per costruire
C’è poi l’ambito dell’edilizia libera, che riguarda le strutture amovibili di piccole dimensioni: casette da giardino, ricoveri per attrezzi, pergolati leggeri senza fondazioni fisse. Queste strutture, quando non sono ancorate stabilmente al suolo e non prevedono allacciamenti a reti di servizio, possono in molti casi essere realizzate senza autorizzazione o con una semplice comunicazione al Comune. Le soglie dimensionali variano a seconda della municipalità di riferimento, e conviene sempre verificare con l’ufficio tecnico locale prima di procedere.
La documentazione tecnica: cosa serve per il progetto
Per ottenere il Permesso di Costruire è necessario presentare una documentazione tecnica completa, redatta da un professionista abilitato. Gli elaborati richiesti comprendono il progetto architettonico con planimetrie, prospetti e sezioni, la relazione di calcolo strutturale, la relazione geotecnica e, nelle zone a rischio sismico, la verifica sismica dell’edificio da depositare presso il Genio Civile del Comune. Le strutture realizzate con sistemi XLAM o pannelli lamellari rispondono in maniera eccellente alle sollecitazioni sismiche, offrendo soluzioni certificate e documentate che rispondono alle necessità di un territorio soggetto a questi fenomeni.
A queste si aggiunge l’APE (Attestato di Prestazione Energetica), obbligatorio per tutte le nuove costruzioni: un documento tecnico che certifica l’efficientamento dell’edificio. Anche in questo caso, le tecniche edili adottate dagli esperti di Cisanova integrano isolanti naturali come fibra di legno o lana di roccia con barriere al vapore e finiture tecniche, consentendo di raggiungere con facilità le classi energetiche più elevate.
Vale la pena ricordare che il progetto deve essere depositato prima dell’inizio dei lavori e che la ditta incaricata della costruzione è tenuta a comunicare al Comune le date di inizio e fine cantiere, nel rispetto delle normative vigenti in materia di sicurezza sul lavoro.
Ultimi adempimenti burocratici terminati i lavori
Una volta terminata la costruzione case in legno, l’iter burocratico non si conclude con la fine dei lavori. Per poter abitare legalmente la nuova dimora è necessario ottenere il certificato di agibilità, rilasciato dal Comune a seguito della verifica della documentazione finale.
Tra i documenti da presentare figurano le dichiarazioni di conformità degli impianti (elettrico, idraulico e del gas), rilasciate dall’impresa installatrice, il collaudo statico e, dove richiesto, il collaudo del sistema fognario. A questi si aggiunge la registrazione al Catasto, secondo la normativa, prevista per tutte le abitazioni con fondazioni fisse.
Sul fronte dei costi da preventivare, oltre alle parcelle professionali e alle spese di cantiere, è opportuno considerare gli oneri di urbanizzazione, le marche da bollo e i diritti comunali, il cui importo varia sensibilmente.
Noi di Cisanova seguiamo il cliente dalla progettazione alla consegna dell’abitazione, coordinando anche la gestione di questi adempimenti, così da ridurre il rischio di intoppi o ritardi. Contattaci per prenotare una consulenza: ti daremo tutte le informazioni e il supporto necessari per realizzare la casa dei tuoi sogni.